Toten Schwan

Toten Schwan

Toten Schwan esprime da qualche anno una visione che sino a poco tempo fa poteva sembrare fuori dal tempo, ma la pandemia ed i molti interrogativi che pone, rimettono tutto in discussione. Ha un suo manifesto e si definisce un collettivo di controcultura più che un’etichetta discografica.
Da questa premessa, abbiamo cercato di approfondirne con Marco, il suo fondatore.

LD: Quando è nata Toten Schwan ?

TS: Toten Schwan nasce nel 2010, viene affiancata dalla fanzine tritacarne nel 2013, inizialmente in formato pdf scaricabile gratuitamente e poi a seguire in forma cartacea a pagamento
sono dieci anni che siamo attivi ma non c’è niente da festeggiare, celebrare il primo decennale in un momento come questo non ha alcun senso

LD: Che cosa vi ha portato all’idea di metterla in piedi ?

TS: La necessità di cercare un’alternativa al mercato discografico mainstream, la voglia di mettersi in gioco in prima persona, la passione per la musica e l’idea che la componente sociale non sia andata persa del tutto.

LD: A vostro vedere, c’e’ un’unicità, una peculiarità in quello che fate ?

TS: Il suicidio commerciale derivante dalla produzione di dischi poco inclini a seguire le regole e gli standard del mercato.

LD: Come vedete il futuro prossimo ? …I termini indipendenza, diy (ad esempio), hanno ancora un valore o è il tempo di aggiornarli ed a quali, secondo voi ?
TS: Il futuro sarà drammatico e ce ne stiamo già accorgendo. i valori di indipendenza e autoproduzione non devono mancare ma sarà difficile far capire alle nuove generazioni l’importanza etica di queste scelte non abbiamo scampo contro l’invadenza della tecnologia nelle nostre vite. sopravviveremo per il gusto di non dargliela vinta ma abbiamo già perso anche se non lo ammetteremo mai.