Timeless Records Intervista

Timeless Records Intervista

Dalla Romagna alla rete: Ecco il progetto di Timeless, interamente dedicato alla produzione di musica elettronica. Una spinta che parte dal basso e con un’etica prossima all’open source, interpretata nell’ottica della collaborazione e condivisione.
Li accogliamo nel catalogo de La Distro e ne abbiamo approfittato per dialogare con loro.

LD: Quando è nata Timeless ?

TR: Nel 2015. L’idea era già nell’aria già da qualche anno fra Alberto e Francesco, compagni di ascolti e di concerti, poi Francesco nell’estate sempre del 2015, in una festa di ferragosto nelle campagne romagnole conobbe grazie a qualche bicchiere di troppo Giovanni, il quale indossando una maglietta della Warp, permise di entrare nella discussione del progetto della futura Timeless Records.

LD: Quali sono state le motivazioni ?

TR: La prima è che volevamo una label con una certa direzione musicale che avevamo ben chiara in mente. La seconda è che avevamo vari ep e album di amici fra le mani che volevamo divulgare, convinti del loro valore, non potevamo permettere che rimanessero a prendere la polvere.

LD: Ci sono dei modelli o dei riferimenti ai quali vi ispirate ?

TR: I riferimenti sono tanti e molto diversi tra loro. Possono essere Warp ma and Sandwell District. Approcci tra loro lontani ma comunque molto interessanti. O Deutsch Grammophone. Tra le altre. In ognuna c’è qualcosa di originale, un’idea.

LD: C’è una peculiarità nel modo in cui vi muovete nella produzione delle release ?

TR: Crediamo che purtroppo anche nel sottobosco underground ci sia spesso una forma di protezionismo verso le conoscenze, quindi competitività. Invece di fare comunità e scambiarsi informazioni utili per tutti, si preferisce custodirle in segreto. Come si direbbe “una guerra fra poveri”. I primi anni è stato difatti molto difficile capire come muoversi sotto vari punti di vista: da quali canali di divulgazione usare a come gestire tecnicamente le produzioni.

LD: Come vedete il futuro ? …I termini indipendenza, diy (ad esempio), hanno ancora un valore o è il tempo di aggiornarli ed a quali, secondo voi ?

TR: Sul futuro è difficile parlare, per quanto riguarda il diy, crediamo che non sia un pensiero superato, anzi ancor più fondamentale oggigiorno, un approccio radicale da approfondire con costanza. Ultimamente ad esempio ci stanno passando fra le mani strumenti (sintetizzatori, effetti e annessi) costruiti da amici o anche da noi stessi. E’ un approccio ancora molto sotterraneo e poco conosciuto, ma che potrebbe dare molto di più. In internet ormai si trovano tantissimi schemi ed addirittura kit già pronti per la costruzione di strumenti. Quindi strumenti a km 0, economici e che non hanno nulla da invidiare a quelli delle grandi aziende.