fbpx

Shop

MICHELE ANELLI – GIORNI USATI

In CD

10,00

BUSCADERO recensione di Marco Denti – marzo 2016

Sono stai Giorni usati bene quelli che, convogliando tutte le esperienze di una vita di musica in un processo di sintesi che, senza la pretesa di inventare un nuovo ibrido, hanno l’ambizione di raccogliere la  canzone d’autore e popolare (con un preciso senso della parte in cui stare) con l’infinita passione per il rock’n’roll, i suoi derivati e le sue radici. Giorni usati è un punto di non ritorno per Michele Anelli: dopo anni (almeno venti) trascorsi ad inseguire modelli e punti di riferimento lontani e lontanissimi, ha girato proprio dietro all’angolo. La svolta è stata lunga e laboriosa perché il passaggio da una lingua all’altra (dall’inglese all’italiano), da forme istintive a quelle più raffinate che definiscono Giorni usati e a una maggiore consapevolezza nella scrittura, ha visto Michele Anelli viaggiare da un disco ad un libro, da un gruppo ad un altro, compresi i Chemako con cui aveva gettato le prime, grezze intuizioni che hanno portato a Giorni usati. La direzione è netta nella canzone d’autore italiana a partire dall’artefice dei suoni, Paolo Iafelice, che vanta un pedigree indiscutibile e che, allo scopo, leviga le eccentriche variazioni degli arrangiamenti. La disposizione delle canzoni non si presta a molti equivoci, Lavoro senza emozioni, Leader, e poi Cento strade, che è partente stretta di Torches And Pitchforks dei Cracker (la lingua, in realtà, non è mai un problema) sono le canzoni di lotta che aprono e racchiudono un disco che fruga nel profondo, se non proprio nell’intimo con il trittico di personaggi femminili (Adele e le rose, Alice, Giulia) posto nel suo centro. A dispetto delle parti strumentali, in cui Michele Anelli ha provato di tutto, l’anima di Giorni usati, è colloquiale, la vocalità (mai forzata, mai eccessiva) scorre in parallelo a una scrittura semplice, ma non banale, che nel contesto complessivo di suoni e parole porta in  direzione della “canzone popolare” di Ivano Fossati e della “musica ribelle” di Eugenio Finardi, forse più il secondo del primo. Multiforme dal punto di vista sonoro, con repentini cambi anche all’interno delle canzoni, distorsioni di chitarre e tastiere, una tromba, i violini, svariati balzi di prospettiva, un coro Gospel, altre divagazioni in Eco o Tu sei me  e tutto però convogliato in un sound coraggioso, Giorni usati  ha una sua unicità che riporta, volendo (e con le dovute precauzioni) ai Wilco dell’ultima ora e qui il riferimento straniero è obbligato, perché non sono tanti i dischi italiani che contengono così tante diversità. Un discorso a parte merita Giorni usati, una ballata dal vago sapore jazzistico, che suona come una confessione o una resa a quelle idee che vengono di notte, che non lasciano scampo, quasi a sottolineare l’essenza di un fermento, un work in progress ancora in corso e per il quale ci vorranno altri giorni, tutti da usare.

10 disponibili

EAN: N/A COD: michele-anelli-giorni-usati Categoria: Tag: , ,
Descrizione

Secondo episodio che porta Michele Anelli ad allargare gli orizzonti esplorati nel disco precedente: Una canzone d’autore che viaggia su più confini quali rock, soul e folk.

Additional Information
Peso 230 kg
Dimensioni 35 × 35 × 3 cm
Recensioni (0)

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “MICHELE ANELLI – GIORNI USATI”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vendor Info

Vendor Information

  • Store Name: anelli
  • Vendor: anelli
  • No ratings found yet!
More Products