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La Distro

La Distro.

Una piattaforma di supporto alla distribuzione musicale per piccole etichette discografiche, distribuzioni e collettivi, che aggrega in un unico catalogo le produzioni in formato fisico: dischi, cassette, fanzine, merchandising.

 

Cosa è La Distro ?

E’ uno shop online (un sito) che riunisce il catalogo (o parte del) di etichette discografiche e collettivi musicali. Il sito punta ad essere una piattaforma per veicolare, condividere e vendere progetti discografici di un certo livello di qualità e/o con un determinato messaggio verso nuovi target di pubblico.

Vogliamo facilitare il pubblico nel districarsi tra la marea sempre più crescente di offerta e che spesso nasconde o confonde quel che si vuole ascoltare.

Vogliamo dare supporto a progetti musicali ed etichette che portano avanti musica ed idee di qualità ed innovative, ma che faticano a trovare visibilità ed un pubblico fedele.

Il catalogo non si limiterà alla sola musica, in futuro estenderemo la piattaforma a forme d’arte prossime alla musica (ad esempio: stencil, collages, poster) ed a servizi connessi alla produzione musicale, partendo da un know-how condiviso degli attori della piattaforma. Dietro ogni etichetta discografica, ci sono tante abilità (la promozione, il mastering di un album, i diritti connessi, gli showcase…) che potrebbero essere sviluppati come servizi da mettere in catalogo, nella forma di workshop, masterclass (ad esempio).

 

In che modo ?

L’obiettivo principale è far scoprire al pubblico, buona musica, genuina.

Per farlo cercheremo di sviluppare le comunità attorno ai generi musicali proposti (dalle etichette): ci piace pensare un po’ come funzionava negli anni 90 (l’epoca in cui siamo cresciuti, musicalmente), quando ad esempio, usciva un album della Touch And Go, lo compravi al di là dell’autore…

Al tempo stesso, in cooperazione con le etichette, parteciperemo (in un’ottica comunitaria e di interscambio) al flusso dinamico e liquido della musica odierna che ibrida generi, luoghi e tempi.

Partiamo ora, all’epoca del Covid, testimoni del suo impatto sul settore dell’intrattenimento e della cultura. Durante il lockdown, abbiamo elaborato l’idea, alla luce delle difficoltà comuni che hanno colpito il settore musicale. I concerti e le esibizioni sono da anni la forza trainante in termini di sostentamento, mentre la vendita delle produzioni musicali (dischi) è del tutto insufficiente. In questi mesi si sono attivate azioni e discussioni su come supportare la musica quando questa non può esprimersi su un palco. Abbiamo assistito a tante iniziative, dalla creazione di gruppi di settore alle iniziative delle piattaforme digitali. Nella nostra piccola esperienza nell’aver condotto e gestito webzine, piccole etichette, trasmissioni radiofoniche e la produzione di eventi siamo sempre stati legati ai processi di creazione e supporto delle etichette indipendenti e ci siamo chiesti come potevamo essere d’aiuto, oggi, nel 2020.

Così partiamo, dal basso, sperimentando, mettendoci in gioco (investendo tempo e risorse personali) e cercando di condividere questo spirito con chi vorrà prenderne parte, condividendo idee, dubbi, ipotesi e progetti.

Crediamo nella forza dei collettivi, nella genuinità e nella forza della musica nel creare unione e crediamo negli strumenti digitali, che se da un lato hanno cambiato il mondo della musica, dall’altro ci hanno resi più indipendenti: il compito che abbiamo di fronte è, governare è il caos.

Non abbiamo mire di grandi numeri, siamo confidenti del numero di copie di un disco che si vendono oggi e con quale fatica. La difficoltà più grande per un’etichetta, quanto per una band è raggiungere un proprio pubblico e mantenerlo. La tecnologia ed il passaggio della discografia al digitale hanno trasformato questo processo, dando più strumenti potenziali al singolo, ma aggiungendo una frammentazione infinita. Crediamo nelle piccole etichette discografiche, genuine nel definire una propria linea, quella che un tempo (all’apice delle etichette indipendenti) aggregava e fidelizzava il pubblico. Oggi non è più così, almeno nei grandi numeri, ma chi mette insieme un’etichetta discografica, lo fa probabilmente con lo stesso spirito ed intento. Da qui, partiamo.

Andranno recuperati i gruppi di appassionati, le nicchie dei generi musicali, le discussioni… Quelle che un tempo, avvenivano fuori dai negozi di dischi, prima di passare ai forum online ed oggi a margine delle playlist di Spotify e nei gruppi su Facebook.

Sarà un lungo lavoro, da fare assieme, come una comunità che crea un dialogo tra le etichette ed il pubblico.

 

Data entry.

Sappiamo che l’inserimento di un catalogo di uscite discografiche sulle piattaforme online richiede tempo… e che spesso sia un’azione ripetitiva e non sempre agile. Abbiamo pensato ad un metodo più rapido, attraverso l’utilizzo di modelli per l’inserimento dei nuovi prodotti. In futuro, cercheremo di sviluppare metodologie ancora più pratiche (dove possibile) attraverso bot e messaggistica istantanea.

 

Altri servizi.

Prevediamo di inserire in catalogo anche servizi come workshop sul marketing musicale, masterclass su tecniche e strumenti ed altri servizi connessi. Vorremmo che questi possano svilupparsi dalla comunità stessa delle etichette, nell’ottica di evolvere anche l’offerta verso il pubblico.

 

Comunicazione.

Siamo consapevoli che uno dei punti critici è la comunicazione, intesa come il raggiungimento di un amplio pubblico. La promozione odierna basata sulle mailing list non funziona, è un dispendio di risorse inutili rispetto ai risultati ottenuti. Una delle altre vie, (le campagne sponsorizzate sui social) è spesso impersonale, ma ne valuteremo l’utilizzo in base al caso ed in accordo con la comunità delle etichette. La comunità è la ragione che ci ha condotto a creare La Distro ed è qui che ci concentreremo, sulle potenzialità di relazione e scambio con il pubblico, in modo da creare fidelizzazione. Quel che vogliamo fare in termini di comunicazione è cercare di aggregare le comunità di appassionati di musica di genere (in base ai generi proposti dalle etichette).

Questo sarà un lungo lavoro, ma riteniamo che possa essere il più consono per far apprezzare il lavoro delle piccole etichette discografiche. Utilizzeremo strumenti digitali, creando gruppi online e canali pubblici, in modo che si sviluppi una conversazione del pubblico e di quest’ultimo con le etichette. In parallelo, gestiremo canali di informazione (gruppi pubblici) sulle nuove pubblicazioni e producendo contenuti (condivisi con le etichette) in relazione ai prodotti in catalogo ed alle peculiarità delle etichette, fungendo un po’ da virtual advisor. La stessa comunicazione interna tra La Distro e le etichette / collettivi avverrà tramite canali di messaggistica simili (a gruppo chiuso).

Chi Siamo.

 

Al momento, siamo in 3. Simone, fondatore e gestore della webzine In Your Eyes (online dal 1999) ed in precedenza collaboratore di fanzine cartacee, Massimo che con IYE collabora da anni, ex autore di Metaleyes con Simone ha fondato In Your Ears (netlabel) e Fabio, musicista, progettista, ha scritto di musica (per Zero, In Your Eyes, Sodapop, Bassa Fedeltà, Vice, Exibart, Rockit, Rumore), ha gestito 2 etichette discografiche (Non Ce N’è e Chew-Z) ed ha curato trasmissioni radiofoniche per quasi 15 anni.

Come partecipare.

Come etichetta / collettivo potrai inserire il catalogo delle tue produzioni (o una parte di esso a tua discrezione).

Ogni ordine di prodotti pervenuto al sito verrà interamente inoltrato all’etichetta / collettivo (La Distro non incasserà nulla!). Per fare questo utilizzeremo Paypal (per il trasferimento di denaro) ed un comunicazione digitale istantanea con i dati dell’ordine.

Le etichette / collettivi che aderiscono pagheranno una sottoscrizione annuale (per il solo sostentamento del sito stesso) secondo questi termini:

 

Sino al 31 Dicembre 2020 – gratuita
1 Gennaio 2021 – Dicembre 2021 – 7 €

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