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Intervista Tutti Pazzi

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Intervista Tutti Pazzi

Abbiamo fatto quattro chiacchere con Roberto, anima della fanzine Tutti Pazzi, uno delle memorie storiche delle musiche estreme prodotte in Italia negli ultimi 30 anni. Un’esperienza legata ad un mezzo di comunicazione e socialità, la fanzine, che un tempo era d’obbligo, ma che oggi continua ad essere testimonianza del do it yourself come pratica ed attitudine.

LD: Quando è nata la fanzine ?
TP: La zine nasce nel 1986…per pura passione musicale…all’epoca mi trovai a sfogliare alcune zines e decisi che anch’io volevo farne una…l’embrione prese il nome di SHRAPNEL (dedicata ad una thrash band savonese che all’epoca suonava)… era formato A5 ed era interamente scritta a mano libera su pochi fogli. Ma non ero soddisfatto…quindi decisi di riprovare, cambiai nome in TUTTI PAZZI (Negazione docet) e mi impegnai seriamente…a tutt’oggi ne sono usciti 25 numeri e tratta di metal/punk…

LD: Che cosa vi ha portato all’idea di metterla in piedi ?
TP: Come ho già detto la zine è nata esclusivamente per passione musicale…non ho mai voluto trattare di politica o quant’altro…il mio intento è quello di far conoscere bands underground sia italiane che estere.Non è mai stata fatta a scopo di lucro e mai lo sarà…

LD: A tuo vedere, c’e’ un’unicità, una peculiarità in quello che fate ?
TP: Beh…l’unicità di TUTTIPAZZI forse risiede nell’essere in formato cartaceo…ho conosciuto le fanzines in questa maniera e sono dell’idea che devono essere confezionate così…con l’avvento di Internet sono nate molte web-zines,alcune ben fatte ma sinceramente le trovo molto fredde,poi personalmente non riesco troppo a stare davanti ad un monitor a leggere.Mi piace sentire l’odore della carta,sfogliare etc…poi una peculiarità…beh la faccio dal 1986,penso che questo possa bastare…

LD: Come vedi il futuro prossimo ? …I termini indipendenza, diy (ad esempio), hanno ancora un valore o è il tempo di aggiornarli ed a quali, secondo te ?
ITP: I termine DIY ha sempre valore e sempre lo avrà…bisogna avere passione in ciò che si fa…e ciò che si fa deve partire dal cuore…e il cuore non può essere manipolato da agenti esterni,quindi ben vengano l’autoproduzione e l’autogestione dei propri progetti…come vedo il futuro…lo spirito che anima certe scene non andrà mai sopito e finchè ci saranno persone disposte ad autogestirsi il movimento DIY non avrà mai fine…ammiro le bands che producono materiale sonoro su supporto fisico e non digitale…ci vuole concretezza…infatti sulla zine appaiono solo gruppi che materialmente hanno inciso qualcosa…non squallidi bandcamp o cose del genere (questi possono funzionare da supporto) ma per me non hanno valenza… SAREMO SEMPRE UNICI (NEGAZIONE DOCET!)



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