Intervista Kono Dischi

Intervista Kono Dischi

Biella. In apparenza sembra essere un po’ distante dalle mappe della musica, a dire il vero, se guardiamo indietro, nella sua provincia nacquero gli Indigesti, la cui deflagrazione ebbe eco sino negli Stati Uniti, ed il suo cantante negli anni 90, aprì, anche un’etichetta discografica, la Vacation House. Oggi, c’è il collettivo di Kono, che aggrega una serie di band sotto un consorzio e con una proposta musicale interessante e multi genere.

LD: Che cosa vi ha portato all’idea di mettere in piedi Kono Dischi ?

KD: KONO DISCHI nasce dall’idea di “consorzio del suono”, tradotto in una vera e propria famiglia unita dall’amore per la musica e dall’intento di mettere insieme le competenze disponibili all’interno del collettivo, che spaziano dalla registrazione alla realizzazione del merchandising, al servizio delle band.
La prima di queste, che segna la nascita di Kono Dischi a Biella nel 2015, è la band dei LEMURA con cui realizziamo un disco omonimo pubblicato in vinile.
Dal 2017 il progetto inizia a inglobare al suo interno altre realtà legate all’ambiente musicale conterraneo che arricchiscono il collettivo aggiungendo nuove prospettive e capacità. Il potenziale raggiunto si concretizza nell’uscita, dal 2015 ad oggi, di oltre 15 dischi di generi differenti che spaziano dallo psychedelic rock allo stoner, dal punk all’alt-folk, passando per l’elettronica e il cantautorale, impegnandosi anche nella produzione su più formati fisici come il vinile, la cassetta, il CD e condividendo gratuitamente le uscite anche in streaming e in download digitale.A pochi anni di distanza dalle prime uscite, l’interesse nella produzione a 360 gradi sulla realizzazione di un disco porta allo sviluppo di uno studio analogico a disposizione delle band dove poter registrare la propria musica. Nel tempo, grazie all’aiuto reciproco e all’autofinanziamento da parte di ogni gruppo che gravita all’interno di Kono, si è riusciti ad accrescere la qualità dei macchinari utilizzati e le competenze tecniche, dando così una struttura e una forma al NOSTUDIOREC.

LD: Quale valore hanno per voi, i termini indipendenza, diy ?
KD: Malgrado Kono possa sembrare una normale etichetta musicale, le dinamiche che la animano sono legate all’immaginario DIY (Do It Yourself) e al senso di appartenenza in cui ogni singolo si può riconoscere. Vi prendono infatti parte oltre 20 persone ognuna delle quali direttamente coinvolta nelle rispettive band e che fornisce il proprio apporto nello sviluppo dell’etichetta.
L’obiettivo principale di Kono è quello di riuscire ad accrescere ogni parte relativa ad un’uscita discografica, dalla registrazione in sè e la cura degli arrangiamenti alla stampa su supporto fisico, dalla realizzazione di video promozionali alla comunicazione social, dall’organizzazione di eventi live alla stampa del merchandising. Sulla realizzazione di quest’ultimo, fin dal principio, ha ruolo fondamentale lo studio serigrafico DESERT Serigrafia Casalinga, che stampa e cura tutto il merch delle nostre band con un lavoro completamente artigianale e manuale.
In conclusione, come collettivo ci riconosciamo all’interno di una scena internazionale che fa dell’autoproduzione un punto centrale con cui sviluppare liberamente il proprio linguaggio, fuori da logiche di mercato e di “classifiche”. Ciò è riscontrabile in diverse nostre uscite, frutto di collaborazioni con realtà affini alla nostra, sia nazionali che estere. Tra queste ci terremmo a citare Vina Records, La Mansarda, Noia Recording, I Dischi del Minollo, Fresh Outbreak Records, Longrail Records e, tra quelle estere, Tomb Tree Tapes, the Ghost is Clear Records e Clever Eagle Records.