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Intervista a Burning Bungalow

Intervista a Burning Bungalow

LD: Quando è nata l’etichetta e cosa vi ha portato all’idea di metterla in piedi ?

BB: L’etichetta nasce come Rude Records Savona all’interno dello spazio sociale Rude Club, nel quale siamo cresciuti e continuiamo tuttora a crescere. Per cinque anni abbiamo seguito a mesi alterni e senza particolare costanza quella che è stata la nostra prima esperienza a livello di distribuzione.
Alla fine dell’estate 2016 ci siamo resi conto che non ci interessava essere solo dei distributori. Ci piace farla la musica, partecipare attivamente alla realizzazione dei dischi che produciamo.
Dopo aver scoperto che “Rude Records” è un’etichetta tedesca punk gigante, abbiamo deciso di cambiare nome e anche approccio: basta coproduzioni di gruppi a noi sconosciuti e con i quali non c’era altro rapporto se non uno scambio di mail e di pochi denari in cambio di pochi dischi, che poi difficilmente riusciamo a far girare, forse anche per questa mancanza di contatto diretto. Ci piace creare aggregazione, scambio di idee, creare una rete di persone che collaborano e si conoscono, che hanno un obbiettivo comune e lo perseguono insieme.
Si è deciso quindi di iniziare a collaborare solo con band e collettivi con i quali si riuscissero a stringere legami personali di amicizia e con i quali eravamo sicuri di poter condividere qualcosa di più rispetto alle semplici “coproduzioni”. Inoltre, le produzioni Burning Bungalow (quando possibile) sarebbero state curate direttamente da noi anche in fase di registrazione e mix, dato che ne avevamo la possibilità tecnica e ci appassionava molto anche quel lato della faccenda. Questa filosofia è stata perfettamente incarnata dalle collaborazioni con Affranti, Suirami, CGB, LEISFA, CRTVTR e ovviamente dai nostri vari progetti musicali (5MDR, Gli Altri, Nêuvegramme, Mangiatutto, Fango, Neive, Beingmoved, Acid Family, ecc..), progetti che ormai sono diventati il fulcro della nostra attività come etichetta dato che per varie ragioni non giriamo più come un tempo e le possibilità di incontrare gente nuova si sono ridotte. Fortunatamente nello spazio sociale savonese abbiamo continuato a coltivare l’underground locale e sono nate un po’ di collaborazioni interessanti soprattutto sul versante hip-hop (Gheddi, Fosforo, Rude Crew in generale), purtroppo non esistono praticamente più band (giovani) che suonano strumenti ma penso sia un problema comune ad altre zone d’Italia.

LD: A vostro vedere, c’e’ un’unicità, una peculiarità in quello che fai ?

BB: Burning Bungalow è ormai più una famiglia che un’etichetta, un gruppo di amici che cerca di tirare avanti costruendo qualcosa di diverso (e collettivo) in mezzo ad un mondo omologato e individualista.
La peculiarità forse è semplicemente l’attitudine genuina DIY, lo spirito di aggregazione che porta o vorrebbe portare a qualcosa di più grande, il sognare di fare cose impossibili come festival con 13-14 gruppi e farle, cercando di dare al tutto un’estetica più accattivante possibile e cercando di dimostrare che le cose belle per farle basta appunto, farle. Sognarle e poi farle, organizzarsi al meglio possibile, provare e riprovare cercando ogni volta di migliorarsi. Tutto questo delirio ci ha portati ad organizzare le situazioni più disparate, dalle performance artistiche ai giochi a premi, dalle sagre culinarie ai festival di editoria. Il tutto mescolato con la giusta dose di buona musica indipendente e di entusiasmo.
Ricerchiamo più un’unità di intenti che un’unità di suono, infatti le nostre produzioni spaziano dal punk all’elettronica, dal folk all’hip hop. Cerchiamo di portare avanti i nostri ideali verso le nuove generazioni ma anche verso persone che magari non si erano mai avvicinate ai nostri ambienti, o anche verso chi non partecipa più attivamente da anni e magari in noi rivede il sé stesso di qualche anno prima.
Sicuramente cerchiamo di creare a Savona qualcosa che senza di noi non esisterebbe, o comunque esisterebbe in una forma radicalmente diversa e con attitudine magari più fighetta e meno “alla mano”.



LD: Come vedi il futuro prossimo ? …I termini, indipendenza e diy (ad esempio), hanno ancora un valore o è il tempo di aggiornarli ed a quali, secondo voi ?

BB:I termini indipendenza e DIY per noi continuano ad essere importanti e fondamentali, valori da trasmettere con forza e da perseguire ogni giorno. Queste parole d’ordine che hanno così tanti aspetti utili anche nella vita di tutti i giorni che non staremo qui ad elencarli, è però certo che imparare a cavarsela da soli, arrangiarsi con i propri mezzi, essere realistici e ancora meglio imparare ad organizzarsi con altre persone, imparare a comunicare con gli altri e a comprendere ciò che ci gira attorno, sono tutti strumenti che utili è dir poco, e che nel mondo di oggi possono davvero svoltare l’esistenza. Il futuro è più incerto che mai e la situazione già non era buona prima di tutto questo casino pandemico. Sicuro è che noi continueremo a creare fessure in cui infilarci, fessure che speriamo diventino enormi spaccate dentro questo mondo / modo di pensare il mondo.



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