51beats

Intervista a 51Beats

LD: Quando è nata 51Beats ?

51B: L’etichetta è nata nel marzo 2008 da un’idea di Robidat. A quel tempo, lo storico negozio di Milano, Ice Age, aveva appena chiuso. Per noi era un punto di riferimento musicale importantissimo. Si trovavano dischi incredibili. Fu un piccolo trauma, dovevamo reagire. Venuti a conoscenza dell’esistenza della scena netlabel, l’idea è stata quella di provare a cimentarsi direttamente nel ruolo di label. Dapprima sono nati I party dove hanno suonato gli artisti che per primi hanno pubblicato i loro lavori su 51beats. Parliamo di Gollywop e Spectacular Synthesizer. Una sera ci siamo trovati nell’appartamento di Maracuja e abbiamo deciso che fare feste non era abbastanza. Il primo marzo del 2008, bevendo una bottiglia buona, abbiamo deciso di inaugurare 51beats con l’uscita contestuale delle prime due release.

LD: Che cosa ti ha portato all’idea di metterla in piedi ?

51B: Inizialmente, l’idea era di pubblicare dischi di chi suonava alle feste che organizzavamo. Portavamo nei club musica suonata dal vivo con i synth. Non era comune a Milano. Era una nostra peculiarità. Poi è stato bello incontrare artisti interessati al progetto che nel tempo hanno voluto concederci le loro opere, condividendo il nostro approccio musicale, improntato alla possibilità di eseguire dal vivo l’elettronica.

LD: A tuo vedere, c’e’ un’unicità, una peculiarità in quello che fate ?

51b: Non abbiamo mai voluto limitarci ad un genere musicale troppo definito. Ci piace ascoltare quello che ci viene proposto senza preconcetti. Ci piace soprattutto scoprire nuovi talenti. Nel tempo tanti artisti hanno debuttato su 51beats. Crediamo che attualmente sia questa caratteristica a contraddistinguere l’etichetta.

LD: Come vedi il futuro prossimo ? …I termini, indipendenza e diy (ad esempio), hanno ancora un valore o è il tempo di aggiornarli ed a quali, secondo te ?

51B: La musica non morirà mai. Tantomeno le produzioni indipendenti. Abbiamo ragionato molto sul modo di rendere sostenibile l’attività dell’etichetta e dell’artista in questo periodo di completa dematerializzazione delle opere e dove pochi grandi distributori (99% streaming-mainstreaming-platforms) agiscono in regime di sostanziale monopolio, lasciando le briciole agli autori e alle label. Occorrono dei sistemi di ridistribuzione più equa delle royalties. Occorre una reale valorizzazione del diritto d’autore. Cerchiamo sempre nuove strade e siamo positivi sulle possibilità di trovarle, sempre!

Grazie!

Chiudiamo l’intervista con una performance di Giacomo Vanelli per Soundmit 2020.

La prossima uscita di 51Beats sarà proprio firmata da questo musicista, Growing Wings on the Way Down, uscirà l’11 Dicembre 2020.