fbpx

Flamingo Records Intervista

flamingo records

Flamingo Records Intervista

Flamingo Records sono innazitutto dei punkrocker nell’anima, da qualche anno producono dischi, partendo dalle band liguri per spingersi oltre confine. E’ anche un negozio di dischi a Genova.

LD: Quando è nata Flamingo Records?
FR: Flamingo records nasce nel 2017 da un’idea della mia da lì a poco moglie Emanuela. L’idea era quella di far nascere un punk store indipendente che creasse aggregazione e vendesse musica, tinte per i capelli e collari borchiati.

LD: Che cosa vi ha portato all’idea di metterla in piedi ?

FR: La nostra totale incapacità di adattamento nei confronti del mondo del lavoro e della società arrivista, volevamo creare un luogo che andasse oltre all’idea di arricchimento, che ci desse da mangiare senza l’ansia di comprare un suv e che fornisse un servizio quasi “pubblico” alla comunità musicale genovese

LD: Avete avuto un modello, un’ispirazione che vi ha portato all’idea di produrre dei dischi ?

FR: L’idea di produrre i dischi è nata quasi in parallelo con il negozio, se una cosa non c’è falla da te secondo l’etica diy l’ispirazione sono state le grandi label americane degli anni 80′ come Dischord e SST e anni 90′ come Lookout e Fat Wreck.

LD: A vostro vedere, c’e’ un’unicità, una peculiarità in quello che fate ?

FR: Credo che non esista al momento un altro negozio così indirizzato verso la musica alternativa. Chiaramente finché è esistito Hellnation di Robertò a Roma il negozio migliore d’Italia da quel punto di vista è stato il suo. Comunque la nostra vera peculiarità è che non c’è un altro negozio il cui proprietario ti guarda male se gli chiedi i Pink Floyd.

LD: Come vedete il futuro prossimo ? …I termini indipendenza, diy (ad esempio), hanno ancora un valore o è il tempo di aggiornarli ed a quali, secondo voi ?
FR: Forse è il momento di rivedere la quantità delle uscite in favore di una maggiore qualità e non intendo qualità sonora ma di etica, idee ed innovazione. Fare 200 cd costa 300 euro circa, se un gruppo lo vuole fare basta che metta assieme 80 euro a testa. Se si è una band e si vuole produrre musica non si deve semplicemente pensare di chiedere un prestito ad una label o ricevere aiuto nella promozione, ormai sono cose alla portata di tutti, bisogna creare assieme qualcosa, un percorso, anche relazionale che generi qualcosa che valga la pena di incidere e poi provare a vendere. In fondo stiamo cercando di convincere le persone ad acquistare qualcosa che possono avere gratuitamente, se si fa bisogna che sia qualcosa di davvero valido.